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Kilian Fischhuber vince il Sint Roc Boulder Contest 2009
L'austriaco Kilian Fischhuber vince il suo terzo Sint Roc Boulder Contest. Il tedesco Jonas Baumann (GER) vince argento, mentre un grande Gabriele Moroni vince bronzo.
Cosa si fa quando si gioca al boulder tra i migliori in circolazione? Si rischia a chi punta più in alto. A chi si “tiene” di più, ma anche a chi sa fluttuare come un'equilibrista tra appigli inesistenti e appoggi che più infidi non si può. Il risultato è il Sint Roc Boulder Contest. Un gioco speciale con regole speciali che ogni volta ricomincia daccapo per 4 volte, tante quanti sono i blocchi da risolvere. Ad ogni problema chi ha il risultato peggiore viene eliminato. Mentre gli altri passano alla stazione successiva. Così fino alla fine quando rimangono solo in tre a contendersi il podio.

E' chiaro che questo è un gioco quasi d'azzardo, quasi come puntare alla roulette. Solo che al posto delle fiches qui uno mette tutte le sue capacità e astuzie perché in 3 tentativi deve dimostrare e dare tutto quello che ha, senza prove d'appello. Appunto per questo al “KO System” applicato al boulder giocano solo i migliori, quelli che  di fiches ne hanno da vendere e le rischiano tutte in un sol colpo. E questa volta a puntare al boulder di Arco c'era davvero il meglio del meglio.

Tutti i più forti del ranking mondiale. Dal neo campione del mondo il russo Alexey Rubtsov al fuoriclasse austriaco Kilian Fischhuber, leader del ranking mondiale, che proprio venerdì sera ha ricevuto il La Sportiva Competition Award di Arco Rock Legends. Dal novarese Gabriele Moroni, 3° del ranking, al bresciano Lucas Preti altra punta di diamante della squadra azzurra. Per continuare con Rustam Gelmanov, il fuoriclasse russo vice campione del mondo, e quindi con il fortissimo francese Guillame Glairon Modet, la giovane rivelazione teutonica Jonas Baumann e infine con Jerome Meyer stella francese che, oltre ad essere il campione europeo, è anche uno dei boulderisti più famosi e forti di sempre.

E' chiaro dunque che qui si punta molto e che lo spettacolo è speciale. Ed è chiaro anche che il boulder, i problemi da risolvere, sono davvero particolari. Piccole magie di equilibrio, forza e stranezza come sempre disegnate dalla mente fervida (e un po' perversa) di monsieur boulder Jackie Godoffe e Alberto Gnerro. Così il rebus di piccole piramidi del primo turno, non si fa risolvere da nessuno. Tutti, eccetto Alexey Rubtsov, arrivano all'ultimo intenibile spigolo prima del top ma tutti sono inesorabilmente scaraventati in basso. Morale: è Rubtsov che se ne esce dal gioco.

Per i sette rimasti il secondo quesito è di quelli che richiedono più magie messe insieme. Prima si deve volare a tenere delle cose che definire appigli sembra un'eufemismo. Poi ci si incunea in un diedro e quindi, magia delle magie, ci si deve spostare con i piedi (e nessun appiglio per le mani) sopra una sfera e quindi volare (letteralmente) verso il top. Manco a dirlo chi per incanto risolve il rebus è Fischhuber, con un movimento di piedi e un equilibrio davvero quasi soprannaturali. Poi a seguirlo nella magia è Meyer, e poco dopo un Gabriele Moroni davvero in formato speciale che, dopo essere arrivato per due volte alla quasi soluzione, all'ultimo tentativo si salva con una geniale spinta della punta del piede. Signori, sembrano dire queste tre esecuzioni, questo è il boulder. Invece devono lasciare il campo Lucas Preti e Guillaume Glairon Mondet.

Il terzo problema, un groviglio all'apparenza disordinato di volumi e protuberanze, è il boulder di un capolavoro. Quello che Gabriele Moroni con una facilità disarmante inaugura e risolve al primo tentativo. La domanda è: sarà mica troppo facile? Ma la risposta arriva subito dalle cadute in successione di Gelmanov, Meyer, Baumann e Fischhuber. Il boulder è davvero impossibile per tutti, ad eccezione naturalmente di Moroni che ha fatto un vero miracolo. Il 3° blocco è anche quello dell'eliminazione di Gelmanov e Meyer e del lancio della sfida per l'oro tra  Fischhuber, Baumann e naturalmente Moroni.

Ora dire che la finale si è svolta su un problema spettacolare sarebbe poco. Come dire che le piroette che richiedeva quel tetto del 4° boulder fossero eleganti ancorché strane sarebbe davvero riduttivo. Certo è che le evoluzioni di Fischhuber, che si è spinto ripetutamente vicino al top, sono state di grandissima classe. E' così che l'austriaco, per la terza volta, s'è aggiudicato il Sint Roc Boulder Contest davanti a Jonas Baumann (secondo) e a Gabriele Moroni (terzo). Ma è soprattutto così che la solita grandissima folla degli appassionati ha goduto delle magie impossibili del boulder.


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